Chi siamo

L' Associazione

Isola Bene Comune nasce con l'obbiettivo di ridare al territorio il ruolo assegnatogli dalla Costituzione, e al soggetto politico il ruolo di rappresentante al servizio del cittadino.

Da troppo tempo il ruolo della politica e dei suoi delegati si è smarrito, soggiogato a interessi di caste e di corporazioni lobbistiche.

Troppi scandali del passato e del presente, alcuni veri, altri strumentali, fanno pensare che dietro alcune accuse di corruzione si annidi una regia sovvertente, con l'obbiettivo di inoculare nella società civile la convinzione che la politica, così come i suoi rappresentanti, siano poco credibili. Siamo certi che sono ancora molti i cittadini onesti così come i politici con sani principi, in piena sintonia con i propri doveri verso i cittadini e la Costituzione.Cambiare è possibile? Sì, ma serve una robusta volontà perchè la rotta cambi.Come? Portando avanti una politica di azione, mirata a ridare all'azione amministrativa il ruolo di baluardo della Costituzione italiana, rispettando i principi di autonomia enunciati: " La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali" le oltre 150.000 leggi tuttora in vigore nel diritto italiano non fanno altro che confondere, non solo il cittadino, ma tutto l'apparato amministrativo degli oltre 8.000 comuni italiani, che ogni giorno sono soggetti a norme di difficile interpretazione. Se poi si passa ai livelli superiori l'incertezza aumenta esponenzialmente. Confusione su confusione. Risultato: caos, incertezza e paralisi.Per raggiungere gli obbiettivi in cui crediamo è necessario far nascere una coscienza politica dal basso,coinvolgendo cittadini e amministratori interessati a capire i meccanismi di una corretta amministrazione, per potersi difendere dalle continue pressioni esterne che riducono al ruolo di esattori di uno stato non sempre rispettoso dei suoi apparati locali.Purtroppo questa consapevolezza, negli eletti in liste civiche, risulta molto scarsa. Da qui nascono e prosperano gli abusi costituzionali di un governo asservito a quei poteri finanziari che hanno cancellato(o vorrebbero cancellare) la definizione di diritti costituzionali.Come in ogni rivoluzione (pacifica) occorre creare le condizioni adeguate in termini di consapevolezza dei propri diritti a diversi livelli e ambiti, in una più equa società democratica, nel rispetto dell'ambiente, delle famiglie, del lavoro, della salute.Vogliamo tracciare un sentiero, se ci sarà un seguito il sentiero potrà diventare un'autostrada.  

  •          La porta é aperta

  • L'associazione nasce per volontà di alcuni ex amministratori che ritenevano importante condividere l'esperienza e le conoscenze che avevano accumulato negli anni con gli altri.
  • Il passo successivo è stato quello di creare un contenitore che fosse non solo aperto ad ex amministratori ma anche a persone impegnate nel volontariato, a professionisti e alla gente comune.
  • Viviamo in una società complessa, molte le criticità e i problemi.
  • Ciò che stiamo tentando di fare è quello di avvicinare i cittadini alle istituzioni .
  • Le liste civiche o le liste politiche più o meno orientate politicamente hanno poi due problemi.
  • Sono più o meno condizionate dai partiti di riferimento  ma soprattutto si rendono presto conto che il vero nemico da battere è l'assoluta assenza di autonomia dell'Ente che sono chiamati ad amministrare.
  • Purtroppo molti hanno parlato di federalismo e di autonomia ma hanno legiferato in modo tale da limitare la capacità di operare dell'ente e lo hanno fatto in due modi.
  • Hanno ridotto i trasferimenti e legiferato male e in modo quantitativamente esagerato.
  • Non è possibile cambiare le cose se non si ha fiducia  nelle persone che concretamente lavorano sul territorio anche se questo è un po' rischioso.
  • Un nuovo patto deve legare amministratori ed il potere politico.
  • Gli amministrato hanno bisogno di essere un po' più  indipendenti dai partiti e di godere di un po' più di fiducia.
  • L'AUTONOMA non é una battaglia del territorio contro lo stato centrale ma e' la condizione indispensabile per una crescita economica e sociale assolutamente indispensabile in un periodo di crisi come questo.
  • Un primo passo potrebbe essere l'eliminazione del patto di stabilità per i comuni virtuosi.
  • Rivederere la riforma delle provincie-concependo le aggregazioni partendo dal territorio e ascoltando chi ci lavora da anni-ecc-
  • La solidarietà fortunatamente rimane un valore fondante per la nostra società,  pur tuttavia alcune considerazioni vanno fatte.
  • Parlando di Enti o Consorzi pubblici non è possibile imporre aggregazioni tra chi ha gestito male e chi lo ha fatto in modo virtuoso solo per fare cassa o per pagare eventuali debiti.
  • Così si deresponsabilizza chi lavora male e non premia chi ha fatto il proprio dovere;
  • è un economia di scala che non deve avere futuro avendo già avuto un lungo passato.

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  •  Presidente  dott- Giuseppe Manzoni

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